Cannobio
Cannobio si trova sulla Strada Statale 34 del Lago Maggiore che da Gravellona Toce (VB) arriva fino al Confine di Stato di Piaggio Valmara, dove si entra in Svizzera. Da Cannobio parte inoltre la Strada Provinciale della Valle Cannobina che porta nella valle omonima dalla quale si può raggiungere, tramite la Strada Statale 337 della Val Vigezzo, la cosiddetta Valle dei pittori, il Santuario di Re e Domodossola.
Il comune è inoltre collegato con il resto del Lago Maggiore tramite linee di aliscafi e battelli che vengono spesso utilizzati per crociere estive verso la Svizzera (Locarno, Ascona) o verso il basso lago (Isole Borromee, Santa Caterina del Sasso).
L'abitato di Cannobio è separato dalla sua frazione principale, Traffiume, dal torrente Cannobino che nasce nell'alta valle omonima sfociando poi nel lago. Le frazioni di Carmine Superiore e di Carmine Inferiore sono situate a circa 2 km prima dell'abitato principale, provenendo da Verbania; Socraggio e Pianoni (praticamente un ex alpeggio con ora molte case di vacanza) sono invece nella Valle Cannobina, ben distanti dal centro; Sant'Agata, Cinzago, Ronco, Socragno e Campeglio si trovano invece verso la Svizzera e ci si arriva tramite una strada comunale; a Marchille invece ci si arriva tramite un sentiero a piedi; San Bartolomeo Valmara si trova appena sopra la SS 34, e ci si arriva tramite una strada comunale; infine Piaggio Valmara si trova praticamente al Confine di Stato con la Svizzera.
L'economia del paese si basa soprattutto sul turismo estivo proveniente dalla Germania, dalla Svizzera, dai Paesi Bassi e dalla Francia e sugli spostamenti dei lavoratori frontalieri.
Il paese ha origine antiche, forse preromane; lo dimostrano alcune sepolture a incinerazione, tornate alla luce tra il XVI e il XVII secolo nei pressi dell'attuale via Campo Rezio. Dopo l'annessione all'Impero Romano del nord Italia e delle vallate alpine (I secolo a.C.), Cannobio fu certamente un centro commerciale e strategico e sede di una flotta lacustre.
L'origine romana del borgo la si può trovare grazie all'identificazione, oggi piuttosto difficile, del cardo e del decumano, tipico dell'accampamento romano, tra le vie Antonio Giovanola e Campo Rezio, dove sorgeva la residenza del comandante della guarnigione. Non si hanno notizie precise sul cambiamento del paese durante il crollo dell'impero, ma si pensa che la zona non venne toccata dalle grosse invasioni barbariche provenienti da nord, al contrario di altre zone italiane.
Il periodo tardo-medievale fu legato alla storico legame con la città di Milano, alla quale faceva parte anche nell'ambito diocesano; infatti, Cannobio e alcuni comuni limitrofi avevano e hanno tutt'ora il rito ambrosiano per le funzioni ecclesiastiche (come Milano), al contrario di altri centri del lago. Nel 1817 passò poi alla Diocesi di Novara.
Per tutto il periodo che va dalle guerre di indipendenza (1818-1860), Cannobio fece parte del Piemonte sabaudo e fu importante centro di confine (la sponda orientale del Lago era austriaca); i cannobiesi ricordano con orgoglio la celebre difesa contro un attacco austriaco via lago la notte del 27-28 maggio 1859, che venne respinto.
La fine del XIX secolo è stata caratterizzata dall'introduzione di numerose industrie, ormai scomparse, che hanno caratterizzato la storia del paese: setificio, concerie, cartiera, ecc. Durante le due guerre mondiali, Cannobio inviò molti dei suoi uomini come soldati al fronte, e molti di essi non tornarono più. Di recente è stato realizzato un Parco della Memoria (in una posizione poco frequentata) con lapidi e monumenti che ricordano i caduti cannobiesi delle due guerre, spostando il monumento storico ai caduti, in orgine posto al centro del lungolago.
Il dopoguerra è stato caratterizzato da una forte immigrazione di persone che provenivano dal sud Italia, dalla Sardegna e dal Veneto dovuto alla vicinanza del borgo con la Svizzera che garantiva diverse prospettive di lavoro; già allora infatti, le industrie locali erano in crisi e finirono per essere chiuse nel giro di un trentennio.